Bob Wilson, ovvero L’opera d’arte totale del nuovo millennio

Ad Amanda ha suscitato subito simpatia quell’omone texano dai glaciali occhi azzurri ma dal sorriso sornione e intelligente. E non poteva essere diversamente: Robert Wilson ha un rapporto particolare con gli animali, ne studia nei dettagli i movimenti, ne percepisce le affinità con i comportamenti umani, ne intercetta gli sguardi e si pone in relazione intellettuale e sentimentale con loro. L’ha raccontato lui stesso, rievocando un incontro pregno di rumorosissimi silenzi con il branco di lupi grigi ospitato allo zoo di Berlino.

L’occasione era l’inaugurazione di una mostra che Amanda vi consiglia vivamente, per vari motivi. In ordine sparso:

♠ per ammirare alcuni dei video ritratti che l’artista ha realizzato a partire dal 2005, coinvolgendo divi hollywoodiani (Johnny Depp e Brad Pitt, tanto per citare i più noti) e imperatrici cadute in disgrazia ( Farah Diba, ex regina di Persia), animali (la pantera Ivory e il gufo delle nevi Kool) e danzatori (Mikhail Baryshnikov e Suzushi Hanayagi);

♠ per vincere la riluttanza per le nuove tecnologie digitali che, quando asservite a un genio vero, sanno produrre reali opere d’arte: le luci perfette, i colori, i movimenti quasi impercettibili, l’interazione con la musica fanno dei video ritratti dei piccoli capolavori;

♠per raccogliere solidi argomenti con cui ribattere a quei puristi che vorrebbero la “museificazione dei musei”: quel tempio dell’arte medievale e barocca che è il torinese Palazzo Madama non ha esitato ad aprire il suo settecentesco primo piano ai video ritratti. Adagiate fra specchiere rococò ed elaboratissimi comò, affiancate a ritratti e sculture conservati nello stesso museo ovvero alla Galleria d’arte moderna, le video-opere di Wilson intessono dialoghi assai stimolanti e vivificanti, dimostrando l’atemporalità della vera arte;

♠per rendersi conto di quanto teatro ci sia nell’arte e viceversa; quella ricerca del «movimento nella fissità», l’accento sull’importanza del saper stare fermi – su un palcoscenico come davanti alla cinepresa per realizzare il video ritratto – ribadiscono ancora una volta la necessaria e fertile fluidità delle arti;

♠per concordare con chi – come Achille Bonito Oliva – sostiene che forse solo Bob Wilson è stato capace, un secolo e mezzo dopo Wagner, di realizzare l’ideale dell’opera d’arte totale, ovviamente aggiornandolo al nuovo millennio, con il ricorso al digitale e un sapiente amalgama di pop e glamour, ma con analoghe intelligenza e strepitosa creatività.

 

La mostra Robert Wilson. Ritratti a Palazzo Madama è visitabile a Palazzo Madama, Torino, fino al 6 gennaio 2013.

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