Su Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è un danzatore, attore, drammaturgo, regista marchigiano che da qualche anno sorprende Amanda con i suoi spettacoli, mai copia l’uno di quello precedente, piuttosto tappe di un cammino di sperimentazione artistica per nulla lineare. Un percorso condotto all’insegna della curiosità e della voglia di mettere in gioco se stesso e i performer con i quali si è trovato ogni volta a collaborare, a partire dalla combattiva Chiara Bersani.

Un esempio di questa eccentrica e versatile poetica sono gli ultimi due lavori di Sciarroni: Joseph e Folk-s. Nel primo l’artista è solo in scena, di spalle al pubblico, coadiuvato esclusivamente da un pc portatile dotato di webcam, un telo che ne proietta la schermata e le casse che amplificano le tracce musicali che l’artista sceglie di fronte ai nostri occhi. Una riflessione sulla labilità e la frammentarietà dello sguardo ma anche una divertita smentita di quell’illusione di poter ingabbiare e controllare la realtà che sostiene parte dell’attuale società multimediale e supertecnologica. In Folk-s, invece, la tecnologia – che è stata usata proprio per mostrarne i limiti – fa posto alla tradizione e alla cultura popolare. Sei danzatori – fra cui lo stesso Sciarroni – eseguono un ballo tipico bavarese e tirolese decontestualizzandolo, per esempio accompagnando i regolatissimi movimenti a una musica tecno. Una sorta di lotta fra passato e presente, un tentativo di inserire il secondo nel primo, senza tradire idee e valori né dell’uno né dell’altro. Una sfida forse impossibile: chissà?

 

Visti al festival Aperto di Reggio Emilia il 6 ottobre 2012

Annunci

2 pensieri su “Su Alessandro Sciarroni

  1. Pingback: Rassegna stampa 1 - 14 ottobre: ultime dai festival

  2. Ern

    Cara Amanda,
    questa sera mi è accaduto un fatto incredibile. Pur avendo prenotato con largo anticipo e già munito di biglietto non sono riuscito vedere uno spettacolo, a causa della pessima organizzazione di La quarta scimmia, che aveva venduto più biglietti dei posti disponibili. Insieme a me altri spettatori nella stessa situazione sono rimasti fuori. Gli organizzatori ci hanno restituito i soldi del biglietto e porto le loro scuse. E qui mi è ritornato in mente Sciarroni di “Folk-s” e il suo patto con lo spettatore. Un patto basato sulla fiducia reciproca che le condizioni poste all’inizio dello spettacolo sarebbero state rispettate da entrambi, anche grazie alle maschere e all’organizzazione del teatro.
    Senza un patto tra attore e spettatore non c’è teatro, ma anche l’organizzazione deve fare la sua parte. Quando la fa male e di conseguenza tradisce la fiducia degli spettatori, ecco, secondo me, un po’ uccide il teatro. Ma di questo gli organizzatori non si sono scusati.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...