La danza contemporanea incontra l’hip hop

Tre degli appuntamenti più attesi di Torino Danza erano in qualche modo legati all’hip hop. La scorsa estate Amanda si era molto divertita alla proiezione del film Le défi con il quale, già nel 2001, la coreografa spagnola Blanca Lì celebrava, con almodovariana allegria, il genere hip hop, di cui era diventata una fan appassionata e attenta. Tanto che in questi ultimi anni l’eclettica artista sta lavorando sull’evoluzione del genere, ossia l’elektro. Una lunga introduzione per dire che l’interesse della danza contemporanea per questo tipo di ballo nato sulle strade delle periferie delle grandi città non è proprio una novità.

A Torino Danza abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con tre diversi approcci all’hip hop, non tutti pienamente convincenti. Ci sono state le tre crews giapponesi (Repoll:FX; Mortal Combat, Former Aktion), cariche di energia e di desiderio di appropriarsi di un linguaggio quanto mai lontano dalla loro cultura, con risultati magari buffi e stranianti e tuttavia contraddistinti da un’innegabile bravura tecnica e da un entusiasmo quasi fanciullesco ed inevitabilmente contagioso. Poi c’è stato l’attesissimo Angelin Preljocaj che, in Royaume Uni, fa danzare quattro ballerine di hip hop: le coreografie dell’artista franco-albanese – stilizzate e ipnotiche, minimali ma potentemente fisiche come una statua di Bernini – s’incontrano con corpi agili e flessibili ma abituati ad altri vocabolari. Lo spettacolo, benché indubbiamente suggestivo e originale, appare purtroppo corrotto da una certa artificiosità, segnale della mancata osmosi fra i due linguaggi. La sensazione è che si siano voluti imbrigliare in rigidi costrutti i polisemici vocaboli dell’hip hop.

Altrettanto deludente per Amanda il lavoro scritto e diretto da Wilkie Branson, dal titolo White Caps. Due ballerini di hip hop, con il petto ricoperto da vistosi tatuaggi, sono i protagonisti di una sorta di viaggio iniziatico, condotto ora sul palcoscenico, ora su uno schermo dove viene proiettato un video girato in una foresta illuminata dai colori autunnali. Le eterogenee scelte musicali, i richiami pittorici, la vena vagamente new age non fanno che evidenziare la pretestuosità di uno spettacolo il cui unico merito è di lasciare spazio alle indubbie doti tecniche dei due danzatori. E se dunque ci si limitasse a concedere i palcoscenici ai ballerini di hip hop, senza costringerli in “gabbie” intellettualoidi per dar loro una legittimità artistica di cui, francamente, non hanno alcun bisogno?

 

Torino Danza, a Torino fino al 24 novembre 2012

 

 

 

 

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Un pensiero su “La danza contemporanea incontra l’hip hop

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