Carlo Cecchi e la drammaturgia inglese

Secondo Amanda Carlo Cecchi è forse il migliore interprete pinteriano in Italia. Da quasi un anno, l’attore e regista testimonia della sua innegabile affinità con la drammaturgia inglese contemporanea portando in giro per l’Italia due irresistibili atti unici, Abbastanza sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill, e Prodotto, di Mark Ravenhill. Entrambi i plays riprendono quel filone politico trattato in testi come Il Linguaggio della Montagna o Il bicchiere della staffa dallo stesso Pinter e, non a caso, il legame con il grande drammaturgo è sottolineato da una citazione vergata sul sipario. Argomento politico che non si traduce, però, in situazioni e toni “esemplari”, ovvero didascalici e immediatamente riconoscibili, bensì nell’invenzione di personaggi, relazioni e circostanze affatto originali e inattese, allo stesso tempo simboliche e carnalmente evidenti.

Nel play di Caryl Churchill il conflittuale rapporto di amore e odio, di collaborazione e di sottomissione fra Stati Uniti ed Europa è trasfigurato nella relazione omosessuale fra un corpulento yankee in jeans e giacca sportiva e un europeo in completo scuro, un po’ decadente e fisicamente fragile. L’amore fra i due è costellato da quelle “imprese” che hanno plasmato il panorama geo-politico mondiale degli ultimi cinquant’anni e, fra slanci appassionatamente erotici e timide ribellioni del più debole, inevitabilmente giunge a spegnersi. L’ironia sottesa al testo è scaltra e crudelissima, così come l’analisi della storia mondiale del secondo dopoguerra: una lucidità e un’onestà di pensiero che disorientano lo spettatore, obbligandolo a riflettere e, magari, a studiare quanto accaduto appena pochi decenni fa, eventi le cui conseguenze tuttora modellano le nostre vite.

Più esplicita, ma non per questo meno ficcante, l’ironia che pervade Prodotto, incentrato sulla letterale fobia anti-islamica che ha colpito il mondo occidentale dopo l’11 settembre. Un produttore racconta con enfatico entusiasmo a una delle tante stelline hollywoodiane il soggetto del suo prossimo film, incentrato sul conflittuale rapporto di amore e odio fra un’affascinante e ricca londinese e un presunto terrorista islamico. Un soggetto paradossale, che ci fa ridere fino alle lacrime, ma perché, alla fine dello spettacolo, usciamo pervasi da un insinuante disagio?

Visto al teatro Gobetti di Torino il 17 novembre 2012

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