Riscoprire Silvio D’Arzo

Qualche mese fa Amanda ha letto un breve romanzo, All’insegna del Buon Corsiero, che Silvio D’Arzo – pseudonimo del reggino Ezio Comparoni – scrisse intorno ai vent’anni. Ambientato in un Settecento appena uscito da una tela di Longhi con qualche sfumatura goldoniana, un accenno shakespereano discretamente ammiccante e un’ambiguità tutta novecentesca, questo romanzo è apparso ad Amanda un piccolo gioiello e l’ha convinta a riscoprire il suo autore, appena sfiorato nel corso degli studi universitari.

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Con molto piacere, dunque, Amanda è accorsa a teatro per assistere all’adattamento di Casa d’altri – certo il romanzo più noto di Silvio D’Arzo – ideato da Giuseppe Bertolucci e da Antonio Piovanelli. Un monologo struggente e intenso, forte soltanto della prosa barocca e suadente, allo stesso tempo filosofica e materica, dello scrittore, e dell’interpretazione sofferta ma ironica, dolorosa ma distaccata, di Piovanelli. Questi è il vecchio parroco di un paesino della provincia emiliana che, seduto a un tavolo d’osteria e reso sciolto e schietto dal vino rosso, racconta di un’anziana donna, sola e affaticata dalla vita, che gli ha posto un dilemma, annoso e  attualissimo – come dimostra, peraltro, il successo di un romanzo di Mauro Covacich (Musica per aeroporti, in A nome tuo, del 2011) , ora oggetto di un adattamento teatrale al PIM di Milano e di un film diretto da Valeria Golino e interpretato da Carlo Cecchi.

Una questione cui il parroco non sa offrire una risposta convincente, limitandosi a recitare formule e principi tanto rigidi quanto vuoti di senso. La consapevolezza della propria inanità, nondimeno, agita l’anziano prete, cosciente come tutti, compreso lui stesso, avvertano sovente quel senso di estraneità alla vita che si concreta nella sensazione di abitare nella casa di qualcun altro. Il rimpianto Bertolucci e lo splendido Piovanelli riescono a trasmetterci magistralmente quell’alienante e persistente stato d’animo, un “male di vivere” che Silvio D’Arzo seppe riconoscere e ritrarre con una sensibilità e una scrittura rare e profondamente emozionanti.

Casa d’Altri, visto alla Cavallerizza di Torino, l’8 gennaio 2012

Silvio D’Arzo, All’insegna del Buon Corsiero, Greco & Greco editori, Milano, 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visto al teatro Elfo Puccini di Milano il 9 dicembre 2012        

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