La serata a Colono

Qualche giorno fa, terminata la lettura del testo di La serata a Colono, Amanda ha sentenziato: «Irrapresentabile». In effetti questo dramma, che Elsa Morante pubblicò quarantacinque anni fa all’interno de Il mondo salvato dai ragazzini, non è mai stato messo in scena, malgrado la volontà di realizzarlo espressa da “giganti” del teatro italiano quali Eduardo De Filippo e Carmelo Bene. Questo «poema in forma di dramma» è irto di difficoltà per registi e attori – basti pensare al protagonista, costretto a recitare legato su una barella e con gli occhi coperti da una benda – e anzi pare sfidare ogni convenzione teatrale: l’azione è pressoché assente, i personaggi hanno identità ambigue e sfuggenti, il linguaggio è visionario e surreale – la Morante compose il testo sotto l’effetto di sostanze allucinogene. Vi sono lunghissimi monologhi: del protagonista, un folle convinto di essere Edipo, e della figlia, che egli chiama Antigone. Parti che intrecciano registri e tonalità assai diverse, tramutandosi a tratti quasi in canto, ripetitivo come una filastrocca ovvero aulico e articolato come un’aria lirica. 08_LA-SERATA_A_COLONO_IMG_6717 La sfida di allestire questo complicatissimo testo è stata accettata, dopo molti anni e molti progetti naufragati, da Carlo Cecchi – che di Elsa Morante fu grandissimo amico ed “erede” letterario – con la fondamentale complicità di Mario Martone. Una sfida di cui il palcoscenico ha proclamato la vittoria, mostrando come sia possibile riempire di vera “carne” le parole – poetiche e intense – della Morante. La regia di Martone riesce a isolare, definire e saturare i versi del testo, tracciando fra di essi, con discrezione ed essenzialità, rette e diagonali che vanno a disegnare un quadro coerente e quanto mai pregnante. L’interpretazione – in primo luogo quella superlativa di Carlo Cecchi e di Antonia Truppo (Antigone) – regala umanità a quei personaggi-fantasma, tanto da farne specchio delle illusioni e delle miserie dell’uomo. Una messa in scena che sa, insomma, esaltare la bellezza del testo di Elsa Morante, illuminandone la profonda e singolare poeticità e testimoniando della straordinaria capacità dell’autrice di guardare nel cuore dell’umanità ferita. Amanda ha cambiato idea, si può rappresentare…

La serata a Colono, visto al Teatro Carignano di Torino il 24 gennaio 2013

 

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