Su Nilde Iotti

Ma Nilde Iotti non era una donna sempre impeccabile e graniticamente decisa? Una vera signora, che univa intelligenza ed eleganza, determinazione e attenzione al prossimo? Di questo era – ed è – convinta Amanda che, dunque, era assai felice che il teatro avesse scelto di onorarne e perseverarne la memoria dedicandole uno spettacolo. Si tratta di Leonilde, storia eccezionale di una donna normale, scritto da Sergio Claudio Perroni, diretto da Roberto Andò e interpretato da una generosissima Michela Cescon. Ecco, il motivo della perplessità suscitata in Amanda da questo spettacolo è contenuto già nel titolo: Nilde Iotti non fu affatto una donna “normale” e la sua storia non fu affatto “eccezionale”. Ci spieghiamo: se la Iotti fosse stata una donna “ordinaria”, ossia convinta della subalternità del genere femminile e soddisfatta del ruolo che la società e la politica italiane ad esso attribuivano, certamente la sua vita avrebbe potuto essere definita “eccezionale”, vale a dire frutto di fortunate circostanze, dipendenti più dal Fato benevolo che dalla volontà. La realtà, nondimeno, è ben diversa: l’esistenza di Nilde Iotti si può correttamente giudicare come esemplare e unica ma perché plasmata dalla forza e dalla volontà – appunto – di una donna che volle vivere controcorrente, sfidando convenzioni, luoghi comuni, ortodossie politiche. Sfide che non si risolsero – come, invece, pare insistere il testo di Perroni – soltanto nella relazione “adulterina” con Togliatti, bensì nelle innumerevoli lotte condotte e vinte da Nilde Iotti per garantire alle donne diritti e libertà che oggi appaiono scontati e, ancora prima, per assicurare alla neonata repubblica italiana una costituzione solida. E, poi, quella immagine finale – con i capelli scarmigliati, un abito informe, il viso stravolto dalle lacrime  – non rende alcuna giustizia a una donna che, ancora alle soglie degli ottant’anni, non aveva mai un capello fuori posto.

Leonilde, storia eccezionale di una donna normale, visto al Teatro Gobetti di Torino il 31 gennaio 2013

 

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