Il Grande Fratello è di nuovo fra noi?

Una certa inquietudine ha accompagnato l’altra sera Amanda all’uscita da teatro. Lo spettacolo cui aveva appena assistito era 2984, l’interessante adattamento del romanzo 1984 di George Orwell realizzato da Enrico Remmert e Luca Ragagnin e diretto da Emanuele Conte per il genovese Teatro della Tosse. Una scenografia imponente, quasi un ulteriore personaggio, oggettivizza la claustrofobica e opprimente realtà ideata dal Grande Fratello, signore dei corpi e, soprattutto, delle menti degli uomini, privati della propria individualità e tramutati in “cittadini”. Ecco l’inquietudine di Amanda non derivava soltanto dall’effettiva tragicità della situazione descritta – drammaticità esasperata dalla sua fredda normalità – quanto piuttosto dalla coincidenza con termini ed espressioni utilizzati da colui che, in questi giorni, aspira a diventare il nuovo padrone del nostro paese, paventando scenari da guerra civile. “Cittadini” è un vocabolo nato con la democrazia e travolto dal suo travisamento: forse occorrono maggiori attenzione e sorveglianza, affinché qualcuno non riesca ancora a falsificarlo e distorcerlo, illudendoci, come il Grande Fratello, che il nostro tasso di felicità stia raggiungendo percentuali impensate…

foto_2984-2 foto Jan papas

2984, visto al teatro Astra di Torino il 7 marzo 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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