Per non dimenticare la guerra in Kosovo

Da qualche tempo Amanda s’interessa alla ex-Jugoslavia e, in particolare, alla sua scena teatrale che – a differenza della nostra, o almeno della sua fetta più grande – è realmente specchio di quanto accade e accesa arena di costruttivo dibattito politico. Ieri sera Amanda non ha tuttavia assistito a uno spettacolo realizzato da una compagnia proveniente dai Balcani, bensì all’adattamento teatrale di un libro – Piccola guerra perfetta di Elvira Dones – incentrato sul racconto degli ottanta giorni di guerra scatenati dalla Nato nel 1999 in Kosovo, allo scopo di frenare la sistematica pulizia etnica eccitata dal serbo Milošević contro la popolazione albanese. La messa in scena è opera di Domenico Castaldo che, oltre che dirigere le sue cinque compagne d’avventura e recitare le poche parti maschili previste, si è incaricato anche del non facile compito di adattare il libro. Al centro del lavoro tre donne che, assediate nell’alloggio di una di loro, assistono al doloroso e inumano spettacolo della violenza spietata e gratuita. L’attacco della Nato, infatti, non soltanto colpì indiscriminatamente vittime e carnefici, ma provocò altresì inauditi atti di odio e vendetta perpetrati dai serbi accerchiati contro la popolazione albanese. Uomini, donne, bambini vennero violentati e massacrati, mentre la Nato portava a termine quella che definì una guerra appunto “piccola e perfetta”, in quanto avrebbe dovuto risolvere in poco tempo e con un numero accettabile di caduti una situazione in realtà assai complessa. L’intenso spettacolo di Castaldo ha il merito di maneggiare questa materia così incandescente con la delicatezza e la profondità necessarie, rifuggendo retorica, sentimentalismi ovvero proclami politici e imbastendo le varie scene quali stazioni di una laica via crucis, con le canzoni eseguite a cappella e la movimentazione della struttura scenografica – quasi una gabbia, costruita con praticabili di legno – ad amplificare e chiosare battute ed eventi. Castaldo riesce a ricreare il terrore e l’angoscia di quegli ottanta giorni e, allo stesso tempo, a tramutare le tragiche vicende narrate in esemplare testimonianza della fatale facilità che conduce l’uomo a combattere contro i propri simili. La banalità del male, ancora una volta.

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Piccola guerra perfetta, visto alla Cavallerizza Reale di Torino il 19 marzo 2013

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