Una superlativa prova d’attrice

Un segno della sopravvivenza della specificità del teatro può essere un monologo interpretato da una vera grande attrice. È il caso di Maria Paiato, superlativa interprete di Anna Cappelli, l’ultimo testo scritto dal rimpianto Annibale Ruccello prima della sua morte, nel 1986. Protagonista un’impiegata che, negli anni Sessanta del ‘900, si trasferisce dalla natale Orvieto a Latina per lavorare. La monotonia dell’ufficio e l’asfissia della sistemazione abitativa – Anna vive in una stanza d’affitto nella casa di una donna descritta quale meschina e pettegola, ma presto capiamo quanto sia parziale e distorto il punto di vista della protagonista – sono cancellate dalla comparsa di Tonino, ragioniere benestante che le fa la corte e le propone di convivere. Anna, malgrado qualche titubanza – siamo sempre negli anni Sessanta, ma le remore della donna sono di tipo economico più che morale – accetta, conquistata dalla possibilità di avere finalmente una casa tutta sua. 01_Maria-Paiato-in-ANNA-CAPPELLI-foto-Pepe-RussoL’ansia di possesso della protagonista, suggerita fin dalle sue prime battute, diviene morbosamente esplicita e si applica alla lussuosa dimora dell’amante – ben dodici stanze! – così come allo stesso uomo. Un’ansia che si traduce in un atto tragico, appena suggerito dal testo così come dalla salda regia di Pierpaolo Sepe, che avvolge il monologo in un’atmosfera da noir psicologico degli anni Cinquanta-Sessanta. Una situazione creata e complicata di implicazioni sociologiche e psicologiche dall’interpretazione minuziosa e sfaccettata di Maria Paiato che, con minimi cambiamenti di tono, una mimica facciale ora grottesca ora composta da lievi movimenti, una gestualità allo stesso tempo rituale e concretamente evocativa, dà vita a una donna apparentemente mansueta e insignificante eppure mossa da rancori e desideri inconfessati che la rendono simbolo di un certo habitus mentale divenuto purtroppo assai diffuso, dagli anni del miracolo economico e fino ai nostri giorni, frustrati dalla crisi economica.

Anna Cappelli, uno studio, visto al Teatro Gobetti di Torino, il 7 maggio 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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