Evviva l’Europa!?!

Amanda è sempre stata un’entusiasta europeista, forse perché nel passato le è capitato di frequentare per lavoro accesi federalisti, devoti di Spinelli e Schuman. E, dunque, non ha perso l’occasione di seguire il progetto che ERT e Teatro di Roma hanno dedicato appunto all’Europa. Non uno spettacolo ma un percorso articolato che ha coinvolto l’intera cittadinanza di Modena e, il prossimo autunno, quella di Roma: dalle scuole alla biblioteca comunale, dalla CGIL alla Confindustria giovani. E poi tutti i cittadini, invitati a portare una fotografia che testimoniasse il loro rapporto con l’Europa, immagini in seguito proiettate nel corso dello spettacolo. Con il sottotitolo “Per un’archeologia dei saperi comunitari”, l’allestimento, diretto da Claudio Longhi, si propone come una sorta di happening, in cui gli innumerevoli aspetti dell’Unione Europea vengono indagati in profondità. La cornice in cui tutto ciò si svolge è una sorta di riedizione dei famosi Giochi senza frontiere, in cui sono coinvolti nove bizzarri personaggi. Le prove da superare sono nove e concernono strade, viaggi, lingue, migrazioni, bandi, guerre… Espedienti per ripercorrere la storia del continente – a partire dal mito di Europa, rapita da Zeus – ed evidenziarne l’immensa ricchezza, le incredibili potenzialità ma anche i limiti burocratici e le ostilità che, nel passato recente, condussero a conflitti sanguinosi. Luci e ombre, punti di forza e fragilità sono ugualmente dichiarati: lo spettacolo, d’altronde, non si propone quale un’apologia dell’Unione quanto una riflessione critica su di essa. Un approccio testimoniato dalla presenza di un esperto – diverso per ogni replica, Amanda ha avuto il piacere di ascoltare Giovanni Maria Flick – protagonista di una breve intervista su presente e futuro possibile dell’Unione. Una parentesi fra una sfida e l’altra, ognuna delle quali realizzata sfruttando tutti gli spazi del teatro Storchi e, spesso, coinvolgendo il pubblico, divertito e partecipe. L’estrosità dei nove personaggi – instancabili gli attori, per quasi quattro ore in scena – l’intelligente comicità di molte soluzioni, alcune invenzioni suggestive – le immense pile di giornali per raccontare le guerre che scossero il continente – la presenza di un piccolo ensemble concertistico, la partecipazione di un coro locale e quella – strepitosa – del Modena rugby club, tutto concorre a creare uno spettacolo esuberante e ricchissimo di informazioni e di emozioni. Uno spettacolo che, probabilmente, sarebbe piaciuto a Spinelli e a Schuman e che fa (re)innamorare del nostro “vecchio” continente.     home%20sito%20ratto

Il ratto d’Europa, visto al teatro Storchi di Modena il 12 maggio 2013

 

 

 

 

 

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