Il ritorno del teatro “politico” nell’ultima settimana del Festival delle Colline Torinesi

Ed eccoci all’ultima settimana del Festival delle Colline Torinesi, che Amanda ha diligentemente e felicemente seguito dal 1 giugno. Il debutto è toccato, martedì sera, a due spettacoli stranieri accomunati dall’acume e dal gusto per il paradosso, dall’ironia e dalla capacità di descrivere con anti-retorica ma pungente efficacia tragedie della nostra contemporaneità. Probable title: zero probability è la lezione-spettacolo realizzata dall’autore e regista teatrale libanese Rabih Mroué e dalla video maker tedesca Hito Steyerl per la Tate Gallery di Londra, riproposta a Torino con l’unica variazione della presenza in scena di Nina Tecklenburg al posto della co-autrice. Un serrato dialogo a due nel tentativo di ricostruire il destino delle migliaia di persone scomparse nel corso della sanguinosa guerra civile libanese. Una performance che mescola scienza e statistica, storia recente e paradossi della meccanica quantistica e che, facendo dialogare teatro e cinema, dimostra con argomenti più che convincenti quanto tragicamente paradossale sia il mondo in cui ci è capitato di vivere, una realtà dove pare esistere sempre una seppur minima probabilità che anche l’evento più inverosimile si verifichi.13 ZeroProbability_TheTanks E scarsa verosimiglianza pare possedere la tesi alla base di Money – it came from the outer space, articolato spettacolo della compagnia tedesca di Chris Kondek & Christiane Kühl, costruito sulla convinzione che sarebbero stati gli alieni a portare il denaro sulla terra e ora sarebbero ancora fra noi, celati nelle grigie vesti di finanzieri e primi ministri “tecnici”. Proiezioni di vecchi film di fantascienza, riprese con una microcamera, finti documentari naturalistici, una strana serra, un’ape e un occhio giganti che pendono dall’alto e inquietanti gigantografie sul fondo del palcoscenico, rigorose disquisizioni filosofico-economiche e, d’altronde, non era stato lo stesso Marx ad affermare che il capitalismo avrebbe condotto l’umanità all’”alienazione”? Una satira feroce e scaltra condotta però con mano leggera e accattivante così da far ulteriormente risaltare la denuncia dell’onnipresenza e dell’onnipotenza dell’economia nelle nostre vite. MONEY - IT CAME FROM OUTER SPACE_2

Uno spettacolo che, come quello di Mroué-Steyerl, testimonia del valore “politico” del teatro, una potenzialità condivisa da Enrico Casagrande e Daniela Niccolò, anime dei Motus, che hanno concluso il festival con la prima europea di Nella tempesta, seconda tappa del loro progetto, significativamente intitolato Animalepolitico. Il punto di partenza è ovviamente La Tempesta di Shakespeare ma ci sono anche l’uragano Sandy, le proteste in Grecia e ora in Turchia, i viaggi dei migranti verso la speranza – spesso drammaticamente illusoria – di una nuova vita. Ci sono la riflessione sul teatro – che è esperienza prima ancora che rappresentazione – e il desiderio di cambiamento, il disincanto di fronte all’inanità e all’egoismo del potere e la fiducia, malgrado tutto, nella comunità degli uomini. Uno spettacolo che è un miracolo di equilibrio e di intensità, abile a scansare retorica e proclami, percorso da profonda e sincera umanità.

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