Derive e femminicidi nella valle incantata

Pergine è una “città” (denominazione ufficialmente ricevuta da poco, dicono ad Amanda) a una quindicina di chilometri da Trento, immersa nella verde e sinuosa Valsugana. Da quasi quarant’anni (si è alla 38. edizione) è palcoscenico di un festival che ha spesso cambiato pelle e che ora sembra aver conquistato una personalità solida e ben individuabile grazie anche alla direzione di Cristina Pietrantonio. Si tratta di Pergine Spettacolo Aperto, consacrato quest’anno all’Homo narrans, ossia alla narrazione, in tutte le sue molteplici declinazioni. Un tema al centro anche del bando di produzione Open, indetto per il secondo anno consecutivo con l’obiettivo di stimolare la creatività dei giovani del territorio. Tre i vincitori: Luca Valentini e il suo Studio X Architettura Atto d’Amore con la fiabesca installazione Elogio della leggerezza, un soffitto di fragili palloncini sospeso sulla piazza del municipio di Pergine, sottile diaframma che protegge la città e la spinge a confrontarsi con le sue molteplici componenti. 1162013_KlAyrQxqLUn’altra inventiva compagine di architetti – Campomarzio – invita, invece, a una felice “deriva” per le vie della città: Homo Ludens è un «esercizio di deriva collettiva», un’inedita passeggiata per le strade di Pergine accompagnati da due degli architetti e da un gadget che attenua uno dei cinque sensi e pungola gli altri. Concentrarsi su sensazioni e stimoli che la routine quotidiana oblitera, re-imparando a sfruttare mani e piedi, occhi e orecchie e ri-scoprendo luoghi che l’abitudine offusca: un esercizio per riappropriarsi in maniera ludica – ossia anti-utilitaristica – dei propri sensi e dei propri spazi. E sul contrasto fra stimoli sensoriali diversi fonda il proprio progetto anche la terza vincitrice del bando Open, Federica Chiusole, ideatrice e interprete (insieme a Eva Sabelli, Alessandra Evangelisti e Ilaria Canalini, che hanno prestato le proprie voci) di Q.B.?, una dura e niente affatto retorica riflessione sulla violenza contro le donne e, in particolare, sulle modalità narrative con cui femminicidi e brutalità vengono raccontati dai mass-media. Gli innumerevoli “tutorial” di cucina che imperversano su ogni canale televisivo e a ogni ora sono lo spunto per svelare la superficialità e l’indifferenza mascherata da retorico sensazionalismo con cui sono affrontati gli episodi di violenza omicida contro le donne. Non solo, quegli stessi tutorial perseverano nel veicolare un’immagine del femminile – e delle dinamiche familiari – a dir poco anacronistica e concausa di una strage apparentemente gridata ma, in verità, consumata nel silenzio e nell’incomprensione, nella testarda passività di chi s’indigna rumorosamente ma, pochi secondi dopo, trangugia spensieratamente un’elaborata prelibatezza.

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Homo Ludens di Campomarzio; Q.B.? di e con Federica Chiusole; Elogio della leggerezza di Studio X Architettura Atto d’Amore visti al festival Pergine Spettacolo Aperto il 6 giugno 2013

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