Santarcangelo festival: la decrescita felice del teatro

Finalmente quest’anno Amanda è riuscita ad andare per qualche giorno a Santarcangelo, uno dei festival per svariate ragioni “mitici” della scena nazionale. Mercoledì 17 c’è stato il Pinocchio che la Non-scuola del Teatro delle Albe ha realizzato con trentanove adolescenti della scuola media Teresa Franchini di Santarcangelo. Sei mesi di laboratorio per mettere in scena uno spettacolo affollato e colorato, percorso da sincero entusiasmo e professionalissimo impegno, sostenuto da una claque certo partigiana (genitori, nonni, zii…) ma non per questo meno esigente. E forse già in questo primo spettacolo vi è, sottotraccia, quel desiderio – o quella necessità – di ripensare i propri linguaggi e le proprie poetiche che Amanda rintracciava già in alcuni lavori visti al festival Teatro a Corte. Lavorare con i ragazzi porta inevitabilmente a ripensare ai propri strumenti del mestiere: “adattarli” alla sensibilità di un preadolescente comporta una riflessione critica e, magari, qualche aggiustamento ovvero qualche sana spolverata per eliminare residui oramai stantii e inerti. Giovedì 18 è stata la giornata di Incisioni Concerto, protagonista Danio Manfredini che, da questo lavoro, ha tratto un cd che Amanda recensì qualche mese fa. Un’esperienza emozionante e unica: Manfredini canta, suona, balla, recita le suggestive poesie di Mariangela Gualtieri. Un attore che ha scelto di mettersi in gioco, di ripensare il percorso artistico compiuto fino a questo momento e di imboccare sentieri nuovi, pur non allontanandosi dalla strada principale, quel tronco da cui derivano le sue indiscutibili sensibilità e professionalità.  thumbs_alessandro-sciarroni-untitled_-i-will-be-there-when-you-die-ph-ilaria-scarpa-05E un altro artista mai uguale a se stesso ma costantemente alla ricerca di inediti campi di indagine artistica è Alessandro Sciarroni che, venerdì 19, ha presentato la sua personalissima meditazione sul circo e, in particolate, sulla giocoleria. Untitled_I will be there when you die è un’indagine spietata e poetica dell’arte dei giocolieri, un’analisi minuziosa di movimenti e suoni, di gesti e sospiri. In scena quattro giocolieri e un musicista, l’anatomia incantata ma particolareggiatissima di una pratica che richiede concentrazione e allenamento ma anche anima e pensiero. thumbs_ilaria-scarpa_19luglio022

Molto diverso il secondo spettacolo del venerdì sera eppure anche in quel caso il ripensamento e la reinvenzione di una tecnica preesistente: i Sacchi di Sabbia partono dalla tradizione tipicamente toscana della narrazione in “ottava rima” per costruire tre divertenti parodie di altrettanti generi cinematografici. La fantascienza, il western, la commedia sofisticata alla Woody Allen sono parodiati con divertita inventività dalla compagnia toscana che allestisce tre brevi episodi che strappano al pubblico molte risate. Sabato 20, infine, è stata la giornata dedicata a un gruppo, Pathosformel, mai uguale a se stesso, a testimoniare in maniera quasi parossistica di quel bisogno di ripensamento e reinvenzione dei propri stilemi di cui si parlava. Il suo T.E.R.R.Y è una performance-installazione che vede in scena quattro bambini e varie strutture – quasi sculture mobili – e che riflette sulla situazione economica attuale, fra invitto istinto alla competizione e consapevolezza dell’esauribilità delle risorse. Una volontà/necessità di “decrescita” che sembra investire anche la scena: spogliarsi di sovrastrutture e vani concettualismi per riscoprire il senso autentico del fare teatro.

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Pinocchio, della Non-scuola/Teatro delle Albe, visto il 17/07 in piazza Ganganelli; Incisioni Concerto, di e con Danio Manfredini visto il 18/07 a Villa Torlonia; Untitled_I will be there when you die, di Alessandro Sciarroni, visto al Lavatoio il 19/07; Piccoli suicidi in Ottava Rima, dei Sacchi di Sabbia, visto in piazza Ganganelli il 19/07; T.E.R.R.Y, di Pathosformel, visto allo Spazio Liviana Conti il 20/07.

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