Cosa c’è di nuovo nella scena italiana? Qualche indizio raccolto al festival di Dro…

Da qualche anno ormai la stagione dei festival estivi di Amanda si conclude in Trentino, nell’accogliente e quasi fatata conca che accoglie l’ex centrale idroelettrica di Fies e il parco che la circonda. Il festival Drodesera – giunto alla sua 33. edizione senza mostrare rughe ovvero segni di stanchezza – è un coraggioso contenitore di quanto di nuovo scalpita nel teatro, nella danza e nell’arte, italiani e non solo. Installazioni, ibridi progetti site specific, registi affermati come Romeo Castellucci e Antonio Latella e compagnie che qui hanno trovato il sostegno – spirituale ancora prima che finanziario – per proseguire la propria ricerca creativa, raggiungendo in molti casi una solida maturità espressiva, come Teatro Sotterraneo, Pathosformel, Anagoor. Amanda ha assistito ai tre spettacoli previsti dal Daimon Project del fiorentino Teatro Sotterraneo, articolato nei due filoni Be Legend! e Be normal!. Il primo è pensato come una sorta di «docu-fiction a puntate», che immagina l’infanzia di personaggi realmente esistiti oppure frutto dell’inventiva di grandi autori che in scena vengono interpretati da bambini di circa dieci anni, diversi in ognuna delle città toccate dalla compagnia. In attesa di ricostruire l’infanzia di Oscar Wilde e di Adolf Hitler, Sara Bonaventura e Claudio Cirri ci raccontano Amleto e Giovanna D’Arco, accomunati da un destino che, fin dalla più tenera età, li rese – forse inconsciamente – consapevoli della tragedia che li attendeva. Divertimento e seriosità, ironia e compassione contraddistinguono questo spettacolo, che si regge su un delicatissimo equilibrio che, nondimeno, la compagnia riesce a mantenere con intelligente agilità scenica. Meno riuscito, invece, il secondo filone del progetto, intitolato Be normal! e pensato quale ritratto di due trentenni di oggi, costantemente impegnati a risollevare dalla banalità e dalla frustrazione la propria complicata quotidianità: Amanda è comunque certa che alcuni aggiustamenti possano bastare a dare allo spettacolo maggiori consistenza e mordente. _7262477E se il lavoro di un’altra compagnia sostenuta da Centrale Fies è parso deludente – Muori. Liberamente ispirato al Requiem di Mozart  di Codice Ivan –  Amanda ha amato sostare a lungo nell’installazione creata da Francesca Grilli e denominata Palco. L’artista – anche lei prodotta da Centrale Fies – ha allestito un percorso emozionale costruito attraverso una serie di tendaggi teatrali che non celano la propria usura e, anzi, da essa traggono un valore aggiunto di suggestioni e rimandi. E, ad accompagnare il vagabondare dello spettatore, la voce di una cantante, che pare provenire da un’altra dimensione. E in un mondo parallelo sembra trovarsi anche lo spazio ideato dai trentini Mali Weil al fine di aiutare gli spettatori a rintracciare dentro di sé e ad attivare il proprio «animal spirit», così da esprimere se stessi e modificare la realtà circostante: certo un obiettivo assai ambizioso ma la performance è soprattutto un gioco a cui è piacevole e divertente abbandonarsi. Denso e per nulla spensierato è, invece, il nuovo spettacolo di Antonio Latella, A.H.: un infaticabile e generoso Francesco Manetti, da solo in scena per quasi novanta minuti, incarna il precipitare dell’umanità nel male assoluto, mostrandone ancora una volta la banalità e ribadendo l’impossibilità di una redenzione.

Be Legend! Hamlet + Jeanne d’Arc e Be Normal! di e con Teatro Sotterraneo;  Animal Spirits – a night of hunt di e con Mali Weil; Palco di Francesca Grilli; A.H. di Antonio Latella; Muori. Liberamente ispirato al Requiem di Mozart, di e con Codice Ivan; visti al Festival Drodesera di Dro (TN) il 26 e il 27 luglio 2013.

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