Sulla ricerca di un lavoro e i rischi dell’assimilazione: il nuovo spettacolo di Pontedera Teatro

Lo scorso sabato Amanda è stata a Pontedera, in un luogo in qualche modo “mitico” per tutti gli appassionati di teatro o, quantomeno, di un certo tipo di teatro. Si tratta del Teatro Era – sede della Fondazione Pontedera Teatro ma anche del Workcenter of Jerzy Grotowsky and Thomas Richards –  diretto dall’inossidabile e ineffabile Roberto Bacci. In scena il nuovo spettacolo realizzato e prodotto dalla Fondazione Pontedera, Tu! Ognuno è benvenuto, con la drammaturgia di Stefano Geraci, cui ha collaborato Roberto Bacci, anche regista, e interpretato dai magnifici attori della Compagnia Laboratorio di Pontedera: Sebastian Barbalan, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Alessio Targioni, Tazio Torrini.  L’ispirazione di partenza è tratta da Amerika, il romanzo incompiuto di Franz Kafka e, in particolare, dalle sue ultime pagine, in cui il protagonista è alla ricerca di un’occupazione nel nuovo continente, quello delle infinite opportunità. Qui ci sono un misterioso Grande Teatro, che invia per il mondo le sue professionali e quasi spietate squadre di reclutatori, e un uomo, forse un ingegnere, straniero, fragile, alla ricerca di una possibilità per cambiare la propria esistenza. E c’è una donna, con ali di angelo e un violino, misteriosa creatura che funge da traduttore spirituale fra l’aspirante  – non sappiamo bene cosa – e i reclutatori. Il testo – non sempre convincente – mette insieme le tecniche proprie degli esperti di selezione e reclutamento delle risorse umane con l’ansia di raccontarsi ed esprimersi del disorientato candidato. Da una parte l’aridità e la fredda professionalità di oscuri personaggi incaricati di ricercare nuovo personale per il fantomatico Grande Teatro e, dall’altra, la poesia e il desiderio di autenticità del candidato. 005Lo spettacolo, così, non si limita a essere uno specchio della nostra società in cui la ricerca del lavoro è divenuta, per troppi, una tragica e disperante realtà, ma si delinea come metafora di un desiderio o necessità di appartenenza a qualcosa di più grande e autorevole/autoritario che, nel passato come tuttora, può sfociare nella immediata rinuncia alla propria unicità e nell’assimilazione consapevole a regimi – politici e del pensiero – intrinsecamente criminali. Una verità che lo spettacolo veicola non tanto attraverso il testo ma in primo luogo per mezzo della regia e dell’interpretazione, attraverso i corpi – significativi ed eloquenti – di attori capaci di graffiare e incidere la scena in profondità.

Tu! Ognuno è benvenuto, visto al Teatro Era di Pontedera (Pisa), il 2 novembre 2013.

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