La stella di Rajo continua a splendere: uno spettacolo in cui si parla di emigrazione senza retorica…

Ad Amanda capita spesso di assistere a spettacoli che si fregiano dell’etichetta di “impegnati”, in quanto costruiti su tematiche sociali, e che da quella stessa qualifica pretendono derivare le loro necessità ed efficacia. Nondimeno, capita altrettanto spesso che quella stessa necessità sia puramente di facciata, una superficiale adesione a un tema che non può che interessare ovvero indignare – dalla violenza sulle donne alle molte ingiustizie che violano la nostra società. Per fortuna, succede però che una compagnia oramai “storica” formata da donne italiane ed emigrate abbia scelto di mettere in scena questo nostro mondo con chiarezza e forza, evitando retorica e luoghi comuni. Almateatro è attiva a Torino –  e non solo – da molti anni e ora una delle sue componenti, la somala Suad Omar, è in scena con uno spettacolo – Rajo… ciascuno ha la sua stella –  forte e agguerrito, inteso a far conoscere  la realtà delle molte rifugiate somale, “invisibili” in patria – perché appartenenti al clan considerato “impuro” – e “invisibili” in Italia, dove faticano a essere riconosciute come esseri umani, portatrici di una storia e di emozioni come tutti noi. Suad – diretta da Gabriella Bordin – si muove su un palcoscenico occupato da molte sedie – che diverranno i compagni morti nel corso del loro disperato viaggio verso l’Europa – e si rivolge a un ipotetico impiegato, incaricato forse di occuparsi della sua pratica di rifugiata. Il monologo di Suad – intramezzato da parti recitate in lingua somala, molto efficaci – è un tentativo accalorato ed energico di attirare un’attenzione non momentanea sulla propria esistenza, tutt’altro che semplice.  Suad ha una presenza scenica forte ed è capace con il suo corpo, il suo viso da bambina, i suoi movimenti lenti ed espressivi di trasmettere rabbia e dolore ma anche speranza e profonda dignità. Accanto a lei Tatè Nsongan accompagna e chiosa con la sua musica dal vivo sentimenti e pensieri, così concreti e forti, veri e profondi che il pubblico non può rimanere indifferente e, aldilà della partecipazione immediata, esce da teatro portando con sé riflessioni non scontate né effimere.

Rajo… ciascuno ha la sua stella, di Suad Omar e Gabriella Bordin, visto al teatro Baretti di Torino il 19 febbraio 2014

Immagine 14

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...