Molière secondi i Marcido

Amanda conosce bene il lavoro dei concittadini Marcido Marcidoris, ai quali è legata da una complessa relazione d’amore-odio: ha tanto amato alcuni spettacoli quanto assai poco sopportato altri. E, dunque, una nuova produzione della compagnia torinese suscita immancabilmente una certa ansia, un po’ come quando si rivede dopo un po’ di tempo qualcuno cui si è stati molto legati, nel bene e nel male. Questa volta l’Isi (ossia Marco Isidori) e co. hanno concentrato la propria inesauribile fantasia – ed energia – creativa su Molière e, in particolare, sul Misantropo. Un salotto barocco un po’ storto e curvo – quasi alla maniera espressionista ma senza quell’oscurità e quel senso di angoscia che caratterizzava il movimento tedesco – con mobili che sono anche scenografie-costumi, nelle quali si inseriscono i bravissimi attori, vestiti solo di una neutra tutina bianca. Fa eccezione Isidori-Misantropo, in completo nero. Ma l’abbigliamento non è l’unica – né la più importante – delle differenze rispetto al resto del cast: mentre questo sceglie quell’anti-naturalistico e complicatissimo salmodiare proprio dei Marcido, il protagonista opta per un inatteso naturalismo. Una novità significativa che è anche una delle chiavi di lettura dello spettacolo, inteso certo a sottolineare l’alterità di Alceste nei confronti dei suoi simili ma, allo steso tempo, sottilmente intento a suggerire come, con il suo naturismo non meno finto dell’innaturalismo di chi lo circonda, egli, in fondo, non sia meno impuro né “ipocrita” – nel senso etimologico del termine, ovvero “attore” – di quelli. Un’assenza di purezza che, come evidenziano le tre “canzoncine” che intercalano lo spettacolo, accomuna la Francia secentesca di Molière all’Italia del ventunesimo secolo. Ma, poiché si sta pur sempre parlando di un allestimento dei Marcido, troppo “seri” per accontentarsi di sottolineare lampanti parallelismi fra l’allora e l’oggi e di fare dunque scontata satira politico-sociale, Amanda vuole evidenziare l’intelligenza e il gusto anarchico per lo sberleffo di una compagnia che non rinuncia a ribadire ancora una volta la propria originale visione del teatro, unica realtà dove ancora si può essere realmente liberi, forse…

MisantropoMisantropo, compagnia Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa, visto al teatro Gobetti di Torino il 18 marzo 2014.

Annunci

Un pensiero su “Molière secondi i Marcido

  1. Pingback: Rassegna stampa 24 - 30 marzo - Rassegna Stampa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...