Quando sale in scena il dolore: su Zigulì e Pinocchio

La scorsa settimana Amanda ha visto, in serate immediatamente successive, due spettacoli accomunati dalle tematiche della malattia e della sofferenza. Due lavori vicini anche per la tonalità scelta per affrontare quei temi, ossia l’ironia e il rifiuto di retorica e facile commozione. Zigulì, scritto e diretto da Francesco Lagi – che ha adattato il libro autobiografico di Massimiliano Verga – e magistralmente e generosamente interpretato da Francesco Colella, è il monologo-confessione che un padre “imperfetto” pronuncia al figlio gravemente “handicappato”, addormentatosi dopo una festa di compleanno di cui sul palco rimangono tracce stropicciate. L’uomo, senza inciampare nell’autocommiserazione e nell’autoassoluzione, elenca certo gli sforzi e le incombenze quotidiane che la cura del figlio comportano ma non trascura le proprie fragilità e debolezze. È un padre stanco ma capace di entusiasmo e desideroso di condividere comunque le proprie gioie con il figlio – esilarante la parte sugli scudetti vinti dall’Inter. La trasparenza delle emozioni e dei sentimenti espressi da quest’uomo “normale” riescono a illuminare di una luce più schietta e vera una realtà considerata “straordinaria” e che, nondimeno, proprio nella sua pragmatica quotidianità rivela la propria sfaccettata essenza.Zigulì

Analoghe schiettezza e verità percorrono Pinocchio, lo spettacolo che Babilonia Teatri ha pensato e realizzato insieme a tre membri dell’associazione Gli amici di Luca, che sostiene quelle persone sopravvissute a periodi di coma più o meno lunghi e, dunque, in qualche modo “rinati”. Enrico Castellani, in regia, lontano dal palcoscenico, “interroga” affabilmente i tre – in scena con un costume da bagno, senza inutili pudori nel mostrare i propri corpi in perenne “riabilitazione” – facendoli parlare del loro passato ma soprattutto del loro presente, dei loro desideri e dei loro progetti. Creature che, come Pinocchio, dopo essere stati burattini sono diventati nuovamente e pienamente uomini, benché ancora sospesi in uno spazio fra lo ieri – Yesterday dei Beatles, suonata mentre i tre mostrano cartelli con la traduzione in italiano – e l’oggi. Uno spazio dove c’è il sospetto che i ricordi siano in realtà bugie – come quelle che Pinocchio amava raccontare per “addolcire” la sua realtà – e il presente sia una storia ancora tutta da inventare e da vivere, con maggiore saggezza forse ma con immutata passione.Pinocchio_Marco Caselli Nirmal 1

Zigulì, adattamento e regia di Francesco Lagi, con Francesco Colella, visto al CAP10100 di Torino il 27 marzo 2014.

Pinocchio, di Babilonia Teatri, visto al Teatro Baretti di Torino il 28 marzo 2014

 

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