Se il talento si paga a caro prezzo: su Ultima notte Mia

La triste parabola di una cantante che ha pagato caro «il prezzo del suo talento» ma anche, l’ennesima, testimonianza di quanto l’ignoranza e l’invidia – che di quella è figlia legittima – possano distruggere una vita. Amanda pensava questo uscendo dal teatro Astra dopo aver assistito al toccante monologo Ultima notte Mia, scritto da Aldo Nove, messo in scena da Michele De Vita Conti e interpretato da una determinata e vibrante Erika Urban. Seduta o in piedi su quel letto dove la cantante venne trovata oramai morta, l’attrice diventa una sorta di doppio di Mia Martini che, con sincerità limpida e niente affatto enfatica ripercorre le tappe più significative della propria esistenza, dall’infanzia a Bagnara Calabra ai primi successi, fino all’esperienza del carcere e poi la rinascita sfolgorante agli inizi degli anni Settanta. Una carriera che prometteva soltanto soddisfazioni e gioie e che, nondimeno, si tradusse in gioco al massacro, innescato da una semplice voce che, pian piano, divenne, per molti, granitica verità: «Mia Martini è una iettatrice!». Una società che rappresentava se stessa come moderna e anticonformista si macchiò, così, di una colpa propria di comunità arcaiche e profondamente anti-moderne. Altissimo fu dunque il prezzo che Domenica Bertè pagò per essere diventata Mia Martini, una cantante troppo brava e “strana” – ovvero non omologata – per muoversi impunemente in un microcosmo apparentemente scintillante ma in verità profondamente gretto e ignorante. E non “omologato” è anche questo piccolo spettacolo, che con forza rifugge retorica e autocompiacimento per raccontare con salda e vigorosa semplicità una vicenda che molti vorrebbero dimenticare.ULTIMA-NOTTE-MIA-SCHEDA1

Ultima notte Mia, di Aldo Nove, regia di Michele De Vita Conti, con Erika Urban, visto al teatro Astra di Torino il 6 aprile 2014

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Un pensiero su “Se il talento si paga a caro prezzo: su Ultima notte Mia

  1. mariella.fabbris@alice.it

    bella, incisiva…. di una storia da non dimenticare, e a chi non la sa ancora… ciao mariella

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