Quando il teatro può cambiare la vita: su La ronde de nuit

Non capita così spesso di uscire da teatro e provare la sensazione che quest’arte, che tanti giudicano oramai elitaria o – peggio – sorpassata, sappia ancora parlare con autorevole pregnanza di quanto accade nel mondo e ribadire la propria capacità di offrire speranza. Ci riescono con emozionante efficacia il gruppo afgano Théâtre Aftaab e Ariane Mnouchkine, che tenne a battesimo la compagnia nel lontano 2005, durante un laboratorio tenuto a Kabul. Il teatro è stato fin da allora strettamente intrecciato alla vita di quegli artisti, costretti a lasciare l’Afghanistan proprio a causa dei propri spettacoli e riparati in Francia, ovviamente ospiti del Théâtre du Soleil, insieme al quale hanno continuato a collaborare proficuamente, come testimonia la creazione collettiva La ronde de nuit. Un giovane profugo afgano, Nader, è appena diventato custode notturno di un teatro parigino: fuori nevica e la temperatura ha raggiunto molti gradi sottozero, la giovane e bella moglie – via skype – gli esprime il tormento con cui vive la forzata lontananza; strani personaggi bussano alla porta – un poliziotto, una prostituta, il barbone che viene a farsi la doccia, la ragazza di origine russa che abita nei magazzini dell’edifico –; e poi giungono l’amico in procinto di partire per Kabul e un gruppo di connazionali, clandestini, che aspettano di partire l’indomani per l’Inghilterra. I sogni e gli incubi, le tragedie e le speranze che agitano le esistenze di tutte queste creature prendono corpo sul palcoscenico e disegnano un quadro composito ma esaustivo di pregiudizi e false illusioni, valori e disvalori, obiettivi da raggiungere e passati da dimenticare. Un quadro che non distingue fra afgani e francesi, clandestini e legittimi detentori di un passaporto di un qualche paese europeo ma, anzi, mira a porre in luce le affinità del destino di ogni uomo, afgano, pakistano, francese, non importa. I numerosi attori – impegnati anche in più ruoli – danno corpo a un’umanità in cerca della libertà e della serenità e, bilanciando con encomiabile perizia comicità e tragedia, dimostrano come questi valori siano una conquista anche in quei luoghi dove la loro esistenza è data per scontata. Divertimento e poeticità, un lieve e opportuno tono didascalico e un certo gusto per la comicità surreale si mescolano armoniosamente e regalano uno spettacolo difficile da dimenticare, così come il suo esemplare ed emozionante finale: la pioggia insistente ha trafitto il tetto dell’edificio teatrale e l’acqua rischia di danneggiarlo in maniera irreparabile ma fortunatamente i clandestini accorrono ad aiutare Nader e il poliziotto, perché la morte di un teatro è un po’ l’omicidio di una speranza. thumb_5238c19f3f3092204af47d9c_default_xxlargeLa ronde de nuit, creazione collettiva da un’idea di Ariane Mnouchkine messa in scena da Hélène Cinque, visto al Teatro Strehler di Milano il 20 maggio 2014

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2 pensieri su “Quando il teatro può cambiare la vita: su La ronde de nuit

  1. Pingback: Rassegna stampa 19 - 25 maggio - Rassegna Stampa

  2. mariella.fabbris@alice.it

    ciao Amanda, che importante scrivere con cura di un Teatro in divenire, di grande umanità, di storie piccole che fanno la Storia.che emozione ritrovarmi davanti a quegli attori, a quel teatro, a quell’opera collettiva, nell’umiltà di sapere e poter diffondere e allargare il sapere..Arianne vorrei abbracciarla dinuovo e presto, sperando di ritrovarla ancora viva nel cuore, nonostante le fatiche di cui si carica, delle tante persone che si rifugiano nella sua casa teatro. grazie per avermi dato occasione di ripensarla e portarla vicina… un abbraccio Mariella F. dobbiamo raggiungerla per andare a vedere il Macbeth , prima possibile!!

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