Via col vento secondo Antonio Latella

Domenica scorsa Amanda si è immersa in una di quelle maratone teatrali che le piacciono tanto: le cinque parti di Francamente me ne infischio, lo spettacolo che Antonio Latella ha molto liberamente tratto da Via col vento, non tanto il film quanto il romanzo-fiume di Margaret Mitchell. Un allestimento composito e densissimo, da molti punti di vista: registico, drammaturgico, visivo, interpretativo. La volontà di indagare le molteplici facce della contraddittoria personalità di Rossella – incarnata in scena da tre splendide attrici, Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca – è il punto di partenza per esplorare consistenza e sopravvivenza del “sogno americano” ancora nel Ventunesimo secolo, per riflettere su temi di caldissima attualità come razzismo e reale accettazione dell’altro, per sondare conquiste e sconfitte nel lungo cammino dell’emancipazione femminile. Tematiche declinate in innumerevoli motivi, tronchi da cui si diramano robusti rami di riflessione e pensiero – al sogno americano si potrebbe oggi sostituire il “sogno europeo”? ; quali sono le schiavitù di oggi?; la memoria, con la sua disinvolta relazione con la verità, non è forse più “reale” e comunque beneficamente consolatoria? – fronde che si traducono in altrettanti linguaggi teatrali, a testimoniare della ricerca di un segno che sappia rappresentare con forza un significato evidentemente non banale. Latella colloca in contesti nuovi soluzioni registiche già sperimentate, affianca all’esasperata fisicità sipari di quasi ieratica pittoricità e, nondimeno, sa conquistare una fluidità e una coerenza di limpida efficacia. Un disegno registico che, nella sua policromia, riflette una solida e sicura idea del teatro e del mondo,  quanto meno di quello che si vorrebbe..  FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO  © Brunella Giolivo

Francamente me ne infischio, regia di Antonio Latella; visto al teatro Astra di Torino il 1 giugno 2014, nell’ambito del Festival delle colline torinesi.

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