Un po’ di passione teatrale, finalmente: su Il mondo di C.I.

Capita a volta di assistere a spettacoli a dir poco raffazzonati, messi in scena in pochi giorni e senza troppa cura. Certo gli scarsi finanziamenti e le difficoltà nel trovare luoghi dove provare con l’adeguato agio possono spiegare determinati esiti “incompleti” ma si tratta di giustificazioni affatto parziali e ben poco convincenti. La passione teatrale, la ragione profonda e unica per la quale si è scelto di fare questo lavoro, dovrebbe immunizzare dalla tentazione della faciloneria e dell’approssimazione, salvo mettere in dubbio la reale consistenza di quella stessa sbandierata passione. Un lungo preambolo per parlare, invece, di un caso opposto, di un bell’esempio di amore e dedizione per il proprio lavoro: qualche giorno fa Amanda ha assistito a Il mondo di C.I., lo spettacolo denso e intenso che Lorenzo Fontana – anche regista – e Nicola Bortolotti – unico e concentrato interprete – hanno scritto ispirandosi alla figura e all’opera di Christopher Isherwood, lo scrittore inglese che il film A single man di Tom Ford ha contribuito qualche anno fa a far uscire dall’oblio, almeno in Italia. Isherwood fu una figura capitale del Novecento: omosessuale senza inibizioni né remore di convenienza, sincero e affrancato da ogni pruderie nel descrivere i propri amori; acuto osservatore della società e della politica, capace, per esempio, di illuminare aspetti negletti ma indispensabili per comprendere la tragica deriva della Germania nazista. Isherwood fu anche uno scrittore abile nel sovrapporre e confondere i punti di vista, parlando di sé come astraendosi dal proprio stesso io. Uno scrittore complesso e affascinante, lucidissimo e sensibile, di cui sulla scena Nicola Bortolotti offre un doppio altrettanto generoso e policromo: debolezze e imbarazzi ma anche certezze e sentimenti testardamente affermati. Mentre sullo sfondo si illumina di luci ognora cangianti un selvatico paesaggio autunnale, punteggiato a tratti da figure da teatro d’ombre, Bortolotti/Isherwood ricostruisce l’ultima giornata della sua esistenza – il filo conduttore dello spettacolo è, infatti, A single Man – ma non manca di riportare riflessioni contenute in altri libri, come in Addio a Berlino. Uno spettacolo che ipnotizza e stimola al pensiero e che, in un panorama caratterizzato da troppa superficialità, brilla per intelligenza e strenua passione.

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Il mondo di C.I., di Lorenzo Fontana e Nicola Bortolotti, visto al teatro Baretti di Torino il 24 settembre 2014.

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