Le “madri” e i “padri” che plasmano le nostre esistenze: su Cristiana Morganti e Peeping Tom

«No, la camminata piena di significato no!» così Cristiana Morganti entra in scena sul palco della Cavallerizza di Reggio Emilia per la prima nazionale del suo Jessica and me, spettacolo in cui la storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal racconta con ironia se stessa e la propria carriera artistica, a partire da quando, per un caso, la madre la iscrisse all’Accademia di danza classica di Roma. L’allieva “bravina” era alta e troppo prosperosa ma, nondimeno, suscitava invidia, come quella provata dall’amica/nemica Jessica. Cristiana Morganti danza e riflette sulle proprie coreografie, parla con il pubblico e con un registratore che sputa la voce di una psicologa incaricata di affrontare il suo presunto disagio. Racconta delle lezioni ricevute da Pina Bausch per imparare a fingere di fumare e, diversamente da molti discepoli – anche nostrani -, sa descrivere il “mostro sacro” come una donna reale e, in questo modo, anziché diminuirla, ne accresce la grandezza. Cristiana ci dimostra quanto sia importante non prendersi troppo sul serio, ricondurre situazioni e persone alle loro corrette dimensioni poiché, in verità, è questa l’unica e autentica maniera per conoscere a fondo se stessi e gli altri e, dunque, per evidenziare pregi reali. Una lezione di intelligenza e di autoconsapevolezza, condita con umorismo sbarazzino e danza di alto livello, cui raramente capita di assistere. C. MORGANTI 3ph ANTONELLA CARRARA Come non così di frequente succede di assistere a uno spettacolo indefinibile, surreale eppure iperrealista, comico ma struggente, quale Vader dei fiamminghi Peeping Tom. Trasferitasi al teatro Ariosto, Amanda è stata precipitata in un’algida casa di riposo, abitata, però, da infermieri a dir poco fuori dal comune e da ospiti altrettanto stravaganti. Il protagonista è Leo, oramai molto anziano e fragile e, tuttavia, capace di suonare con trasporto il pianoforte, cimentandosi per esempio in una travolgente versione di Feeling. Leo riceve le visite settimanali del figlio, ansioso di condurlo a fare una salutare passeggiata in giardino e altrettanto preoccupato di non tardare agli altri suoi innumerevoli impegni. Sensi di colpa e incapacità di accettare la mutata condizione del padre che, ora, ha bisogno di lui e, d’altra parte, la difficoltà dell’essere lui stesso genitore, accusato ferocemente dal figlio Simon. I ruoli si sdoppiano e si ribaltano ma ciò che risulta evidente è l’impossibilità di interpretarli con sincera e generosa partecipazione e, quando giunge la morte – il freddo che scuote e fa tremare sempre più il corpo bianchissimo e debole del padre, in una delle scene più dolorose ed emozionanti dello spettacolo – non rimangono che il vuoto e il senso di aver perduto fondamentali occasioni.C. MORGANTI 5ph ANTONELLA CARRARA

Jessica and me, di e con Cristiana Morganti, visto alla Cavallerizza di Reggio Emilia l’11 ottobre 2014, nell’ambito del Festival Aperto.

Vader, di Peeping Tom, visto al Teatro Ariosto di Reggio Emilia l’11 ottobre 2014, nell’ambito del Festival Aperto.

 

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Un pensiero su “Le “madri” e i “padri” che plasmano le nostre esistenze: su Cristiana Morganti e Peeping Tom

  1. mariella.fabbris@alice.it

    ciao donna, perdute le occasioni….. ritrovate con le tue parole…. begli spettacoli immaginati qui, seduta davanti allo schermo del computer… questo mio inseguire un filo dramm…per cellule scienziate, ridotto ripreso, rivisto al Garybaldi, ancora sequenza di esperienze non sedimentate da un io narrante, Maria Veronica che la va le beute e i becher.. che assunta alla MBC si immagina di dover tenere lucide tutte le vetrate della struttura…..Dimmi…. consigli?? il 29 sono a Genova, inoltre in aiuto alluvione…. La scienza ci salverà! come non fidarsi della scienza , è l’opportunità per gli uomini e per le donne di trovare nuove consapevolezze….. baciiiiiiiiiiiiiii e grazie! MARIELLA per il nostro ‘ aleggiante angelico ‘ sono stata dalla Gandolfi a Pavia e dalla giovane tesista Irene Pinelli a Portalbera- non “nella casa del bosco grande”, ma “a quattro passi” da casa di Irene …Titoli possibili per la nostra pubblicazione…quasi a 100 tappe… inoltre la Piazza dei mestieri , vorrà fare un paio di repliche…. e la Giuffrida che abita a Villa Ceppi mi aspetta il sabato 29 novembre….. ci aggiorniamoooooooooooo bacissimi, Mariella

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