Quando un paese si mette in scena: su Monticchiello e Sordevolo

In un post di qualche giorno fa Amanda accennava a un certo provincialismo nostrano e invitava a “incontrare” anche esperienze straniere ma ora vuole riflettere su due realtà teatrali nate e tuttora molto attive in angoli assai nascosti proprio della provincia italiana! Nel luglio scorso Amanda è stata a Monticchiello, splendido paesino incastonato fra le dolci colline toscane, in Val d’Orcia, da quasi cinquant’anni scenografia e oggetto dell’”auto dramma” messo in scena dai suoi abitanti, concertati dal regista Andrea Cresti. Ogni anno un testo diverso, frutto della riflessione collettiva della solida e “resistente” comunità di Monticchiello, decisa a utilizzare il medium del teatro quale specchio critico nel quale riflettere ansie, desideri, inquietudini di un paese che, con la scomparsa della mezzadria, è stato costretto a ricostruire la propria identità, nel tentativo di non tramutarsi in un “presepe”, ottimo soltanto per le fotografie dei tanti turisti inglesi e americani. Lo spettacolo andato in scena fino al 15 agosto scorso si intitolava Il paese che manca e partiva dall’annuncio della chiusura del piccolo ufficio postale – ultimo diaframma con la realtà circostante – per denunciare la progressiva e inevitabile fuga dei giovani del paese. La festa di compleanno di Gigino, ventenne pieno di idee innovative e decisamente fantasiose, raccoglie le varie generazioni che abitano Monticchiello: i più anziani difendono con forza la propria comunità, timorosi verso gli “stranieri” – compreso il misterioso giocattolaio da qualche tempo comparso in paese – mentre i più giovani avvertono la necessità di costruire il proprio destino altrove, pur senza recidere le proprie radici. Desiderio di difendere quello che si considera come “proprio” e, allo stesso tempo, consapevolezza della necessità di aprire la comunità all’esterno, sia permettendo ai ragazzi di abbandonare il paese sia accogliendo chi, come il fidanzato della sorella di Gigino, è scappato dall’Africa per trovare la pace in quell’angolo di Toscana. Una riflessione profonda e attraversata da non poche contraddizioni che la comunità di Monticchiello condivide con il pubblico, convinta che pronunciare ad alta voce le domande che attanagliano l’anima è già un modo per rintracciare le possibili risposte.T Povero Monticchiello 2015 ph Fabio Rossi E il condividere un’esperienza forte con spettatori che non appartengono alla propria comunità è l’obiettivo anche degli abitanti di Sordevolo, paese ai piedi dei monti in provincia di Biella, nel nord del Piemonte. Ogni cinque anni, dal 1815, nell’anfiteatro va in scena la Passione, un vero e proprio spettacolo-kolossal, cui partecipano ben 400 attori, di cui 360 comparse, dai pochi mesi agli ottant’anni. L’intero paese, insomma, lavora per cinque anni per allestire una sorta di sacra rappresentazione coinvolgente ed emozionante anche per i non credenti. L’ampia scena è occupata da diversi luoghi deputati, nei quali si svolgono i differenti episodi, con scene di massa da mozzare il fiato – la processione della domenica delle palme ma anche il momento dell’arresto di Cristo, con trecento persone che cadono distese a terra contemporaneamente – momenti di pura spettacolarità – l’ingresso di Ponzio Pilato e della moglie su una biga trascinata da quattro splendidi cavalli così come l’innalzarsi delle tre croci – e altri di sbarazzino divertimento, come l’ingresso dei rossi diavoletti pronti a portare con sé nel fondo dell’inferno il traditore Giuda. Alla grandiosità e alla cura delle scenografie, alla precisa fantasiosità dei costumi, alla perfetta concertazione delle scene di massa si unisce una capacità di immedesimazione nel proprio personaggio davvero notevole in attori non professionisti. Un’adesione, intima e vera, che nasce in primo luogo dalla solida convinzione di essere parte di un progetto necessario e caratterizzante nel profondo la comunità cui si sente di appartenere. Per gli abitanti-attori di Sordevolo allestire la Passione è mettere in scena la propria comunità e dunque una porzione non piccola di se stessi. Un modo per rivelarsi agli altri e condividere con loro dubbi e valori. E certo condividere è il modo migliore per sconfiggere il diffuso provincialismo che affligge la nostra Italia…

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Il paese che manca, “auto dramma” della gente di Monticchiello, visto nella Piazza della Commenda di Monticchiello il 30 luglio 2015. La Passione, messa in scena dall’associazione Teatro Popolare di Sordevolo, nell’anfiteatro di Sordevolo il 20 settembre 2015.

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