Una parabola contemporanea: su Macello di Giobbe di Paravidino

Non lo spettacolo di Paravidino che Amanda era abituata ad attendersi ma qualcosa di nuovo, a partire dalla durata – quasi tre ore – e, molto più significativamente, per la modalità di scrittura, frutto di una serie di laboratori condotti durante l’esperienza – purtroppo dispersa – del Teatro Valle Occupato. Paravidino parte dalla vicenda biblica di Giobbe per parlare di molti argomenti: l’incomunicabilità fra le generazioni, lo strapotere delle banche e la logica “fluida” dell’economia mondiale, le differenti declinazioni dell’amore, la malattia. Il Giobbe di oggi è un macellaio costretto dai debiti contratti con la banca prima a licenziare il suo garzone – innamorato da sempre della figlia, fra l’altro malata – e poi a chiudere l’attività. Azioni, queste, intraprese su indicazione del figlio, tornato prontamente per aiutare la famiglia dagli Stati Uniti dove ha studiato, appunto, economia. Ma l’abbandono coatto della propria attività sospinge Giobbe in uno stato di profonda sofferenza e di frustrazione, sentimenti acuiti dalla morte della moglie, dall’aggravarsi della malattia della figlia e, ancora, dall’incapacità di riconoscere il proprio figlio, affannato ad applicare le teorie finanziarie apprese e a speculare sulla disperazione economica altrui, anche con l’aiuta di una “tipa”, cinica ma capace di riconoscerne debolezze e incoerenze. Una sorta di parabola contemporanea, cui fanno da cornice gli interventi di due moderni clown, loschi figuri, lugubremente comici, che agiscono attorno alla macelleria prima, a Giobbe e alla figlia, divenuti oramai dei vagabondi, dopo. Una parabola con una conclusione comunque positiva, com’è nella natura del genere, benché l’amarezza e la disillusione non scompaiano dall’animo dello spettatore. Sì, perché alla fine il Dio invocato da Giobbe appare oramai essersi ritirato, indifferente e pure lui disilluso, per lasciare posto a una nuova divinità, più avvezza ai calcoli e alle speculazioni…

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Macello di Giobbe, testo e regia di Fausto Paravidino, visto al Teatro della Tosse di Genova l’8 gennaio 2016.

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Un pensiero su “Una parabola contemporanea: su Macello di Giobbe di Paravidino

  1. mariella.fabbris@alice.it

    ciao Amanda, bel racconto, che si discosta dall’immagine di scena, il solito salotto ,,,, certe maschere… mahandrò a vederlo, forse.baciMariella F

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