Cechov “attivista per i diritti umani”: su Il gabbiano secondo Ostermeier I

Irrita, conduce a porsi domande non banali ma genera pure l’insinuante sensazione di essere inconsapevoli vittime di una scaltra mistificazione la messa in scena de Il gabbiano orchestrata dall’osannato regista tedesco Thomas Ostermeier per la compagnia del Théâtre du Vidy di Losanna. L’artista afferma di essersi ispirato alla biografia di Cechov – il fondale che accoglie il pubblico prima dell’inizio dello spettacolo riporta un’immagine d‘epoca di reclusi e una testimonianza dello stesso autore russo riguardante la propria esperienza di medico nella prigione di Sakhalin. La sensibilità “sociale” e “politica” palesata da Cechov in quel frangente conduce Ostermeier a farne un intellettuale engagé ante litteram, interpretandone i drammi quali specchio di una crisi sociale in fondo analoga a quella che oggi affligge la nostra decrepita Europa. E così il Medvedenko di Cédric Eeckhout, anziché corteggiare la malinconica Masa (la brava Bénédicte Cerutti), racconta al pubblico di avere incontrato un profugo siriano; mentre il Kostia di Matthieu Sampeur chiama dal pubblico un giovane allievo della scuola del Teatro Stabile di Torino – che ha ospitato nella sua stagione lo spettacolo – affinché traduca dal francese il proprio accorato monologo sul miserevole stato del teatro europeo, poco interessato alla nuova drammaturgia e dedito, stancamente, alla riproposizione dei classici (!). Un lungo prologo cui segue la messa in scena del dramma di Cechov – adattato soltanto per quanto riguarda ineludibili dettagli necessari alla coerenza con l’ambientazione contemporanea e per l’abolizione di alcuni personaggi secondari. A contrappuntare le note vicende di Kostia, Nina, l’Arkadina e Trigorin, ci sono, poi, le struggenti ballate rock eseguite dal vivo e l’azione silenziosa di una pittrice che, sul fondale rimasto bianco, stende spesse e apparentemente casuali pennellate di vernice grigio-nera. La trama del “classico” cecoviano è dipanata con sostanziale fedeltà e interpretata con partecipata immedesimazione – oh, Stanislavskij… – dall’intero cast, malgrado non tutti gli attori risultino convincenti, o perché fuori parte – assai poco carismatico e attraente è parso ad Amanda il Trigorin di François Loriquet – ovvero fragili – la Nina di Mélodie Richard possiede sicuramente il physique du rôle ma non l’indispensabile forza scenica. Ma, ecco il punto: Ostermeier non ci aveva detto che i “classici” dovrebbero essere messi da parte? Allora lo spettacolo che ci ha offerto cosa vuole essere: la dimostrazione di quanto essi non abbiano più nulla da dirci ovvero la pratica smentita di quella affermazione iniziale? Oppure, i classici possono dire ancora qualcosa a noi stanchi europei ma soltanto se ripensati, “de-sclerotizzati”, scavati così da riscoprirne le radici oramai seppellite da spessi strati di “tradizione”? E, magari, in questa operazione potrebbe essere utile divenire consapevoli della vera e propria diaspora che sta invadendo l’Europa? E Cechov?

 

06_La_Mouette-7921_© Arno Declair

LA MOUETTE Mise en scène: Thomas Ostermeier Traduction et adaptation: Olivier Cadiot, Thomas Ostermeier Musique: Nils Ostendorf Scénographie: Jan Pappelbaum Dramaturgie: Peter Kleinert Costumes: Nina Wetzel Lumière: Marie-Christine Soma Peinture: Katharina Ziemke Assistanat mise en scène: Elisa Leroy, Christèle Ortu Construction du décor: Atelier du Théâtre de Vidy Avec: Bénédicte Cerutti Valérie Dréville Cédric Eeckhout Jean-Pierre Gos François Loriquet Sébastien Pouderoux de la Comédie-Française Mélodie Richard Matthieu Sampeur Et Marine Dillard (peinture) Copyright by Arno Declair Birkenstr. 13 b, 10559 Berlin Telefon +49 (0) 30 695 287 62 mobil +49 (0)172 400 85 84 arno@iworld.de Konto 600065 208 Blz 20010020 Postbank Hamburg IBAN/BIC : DE70 2001 0020 0600 0652 08 / PBNKDEFF Veröffentlichung honorarpflichtig! Mehrwertsteuerpflichtig 7% USt-ID Nr. DE 273950403 St.Nr. 34/257/00024 FA Berlin Mitte/Tiergarten

 

Il gabbiano, di Anton Cechov, adattamento e regia di Thomas Ostermeier, visto alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino) il 13 aprile 2016

Annunci

Un pensiero su “Cechov “attivista per i diritti umani”: su Il gabbiano secondo Ostermeier I

  1. mariella.fabbris@alice.it

    ah!! Cechov , Ah i classici, Ah l’Europa sgretolante… come stai?? pensavo scrivessi di me, del mio tentativo di galleggiare dentro al rinascimento …. mah!sto guardando una 50 di documentari , corti , animazione e sperimentali , presento A corto di donne a Pozzuoli e dal 22 al 27 Agosto vado a Berlino.

    qui a Settimo si concorre a diventare Capitale della Cultura, almeno al 10 posto?? tornata dal Tour con Baricco e Vacis, che riprende come saprai. e dal 22 novembre al 4 dicembre in Fonderie Limone s Smith e Wesson , per tre mesi dinuovo in tour… TI VEDO DA VIRGILIO SIENI? VADO IL 30

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...