Se il teatro riesce ancora a interrogarti: su Go.Go.Go.

Sicuramente all’Olimpico di Vicenza, dove ha avuto la sua prima, si è visto uno spettacolo in parte differente e, nondimeno, valeva la pena assistere al debutto teatrale del regista russo Aleksandr Sokurov, che ha creato uno spettacolo non classificabile – e dunque non analizzabile – ricorrendo ai parametri consueti. Scegliendo come scheletro narrativo la trama di Marmi, riempiendola con l’opera poetica e la complessa biografia dello stesso Iosif Brodskij, contaminandola con suggestioni e passioni cinematografiche del tutto personali, il regista russo plasma una creatura artistica di difficile definizione, sospesa in una dimensione surreale, dominata dal senso dell’attesa. Ci sono Fellini – con sciarpa rossa d’ordinanza – e la Magnani, un folto gruppo di giovani romani riunitosi in un’osteria per assistere alla proiezione del nuovo film del regista riminese. Ci sono una grossa forma di formaggio e due strani esseri – uomini-ratti – personificazioni di Tullio e Publio, i protagonisti di Marmi, là prigionieri di una Torre vertiginosa, qui di una società che li rigetta con astio. C’è, ancora, un enigmatico personaggio, uno straniero con l’impermeabile, che li avvicina e pare comprenderli: una controfigura dello stesso Brodskij, esule solitario negli Stati Uniti. Una vicenda di emarginazione ed estraneità alla vita mescolata con la passione per il cinema e per l’Italia stereotipata di qualche decennio fa: il tutto, però, non viene né narrato né rappresentato, bensì suggerito, alluso, evocato, coniando una lingua materialmente concreta eppure impalpabilmente evocativa e sognante. Quanto avviene sul palcoscenico pare racchiuso in una bolla atemporale che lo spettatore vorrebbe fosse, prima o poi, forata: da qui quel sentimento di attesa ognora disatteso. Amanda esce dunque dal teatro incerta, malgrado l’eco delle necessarie poesie di Brodskij, dette nella parte finale dal concentrato Elia Schilton.

Olimpico 28-09-16 Go.Go.Go
(foto Francesco Dalla Pozza/Colorfoto)

Go. Go. Go., regia di Aleksandr Sokurov, con Elia Schilton, Max Malatesta e Michelangelo Dalisi, visto al Teatro dell’Arte di Milano il 23 ottobre 2016.

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