La superficialità del mattatore: su L’uomo dal fiore in bocca con Gabriele Lavia

Dopo una giornata decisamente impegnativa, Amanda si pregustava una serata di rassicurante buon teatro avviandosi verso il Carignano per assistere al nuovo spettacolo diretto e interpretato da Gabriele Lavia. Di nuovo Pirandello, ma il regista-attore non aveva deluso con i suoi allestimenti di Tutto per bene e dei Sei personaggi, dunque nulla da temere. Il monumentale fondale che funge da sipario, così come l’altrettanto spettacolare scenografia – è riprodotta in scala reale la sala d’attesa, con tanto di imponenti vetrate incastonate da cornici liberty, in cui è ambientato l’atto unico – creano aspettative non ordinarie nei confronti della messa in scena che lì si sta per dare. Aspettative che, nondimeno, si frantumano nell’impatto con uno spettacolo evidentemente di “convenienza” o di “necessità”, che dir si voglia. La definizione, infatti, non modifica la sostanza, ovvero un “prodotto” confezionato per ossequiare la necessità di nuove produzioni così come per soddisfare la richiesta del pubblico, sempre caloroso nei confronti del regista-attore. E lo stesso avviene al Carignano, anche se non pochi spettatori, all’uscita, dichiarano disarmati la propria delusione. Sì, perché c’è ben poco di ispirato in questo allestimento che allunga – secondo le regole del “mercato” teatrale sarebbe improponibile uno spettacolo di appena quaranta minuti – il testo de L’uomo dal fiore in bocca con brani tratti da novelle che trattano temi affini senza tuttavia ottenere un impasto fluido, anzi i grumi sono ben evidenti nelle pause ingiustificate, nei sipari incongrui, nelle cadute di ritmo. Dispiace davvero vedere l’indubbia maestria di Gabriele Lavia flettersi a regole del mercato che, se assicurano la sopravvivenza delle finanze dei teatri, di sicuro non garantiscono l’affezione di un pubblico che, per fortuna, sta piano piano acquistando una certa acutezza critica, anche se ancora si sente in colpa a mettere in discussione la prova di un indiscusso mattatore…

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L’uomo dal fiore in bocca… e non solo, di Luigi Pirandello, regia e interpretazione di Gabriele Lavia, in scena con Lorenzo Terenzi e Barbara Alesse, visto al teatro Carignano di Torino il 29 novembre 2016.

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