Il romanticismo tedesco secondo i Lenz

Da qualche anno Amanda segue con interesse il lavoro di una compagnia schiva e lontana dai circuiti teatrali noti ma impegnata nel condurre con coerenza e passione un proprio percorso artistico e umano. Si parla di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, ossia i parmensi Lenz Rifrazioni che, da qualche anno, conducono una fruttuosa collaborazione con il Dipartimento Assistenziale integrato di Salute Mentale dell’Ausl di Parma. Frutti di alto valore artistico di questa “sinergia” sono i due capitoli di un progetto dedicato a Manzoni, condotto con alcune persone affette da “disturbi dello spettro autistico” che Maestri e Pititto definiscono “attori sensibili” e sfociato nella messa in scena, lo scorso anno, dei Promessi Sposi, e, quest’anno, dell’Adelchi. Una tragedia, quest’ultima, che i Lenz incentrano sulla figura della “sventurata” Ermengarda che, sulla scena, è la straordinaria Carlotta Spaggiari che aderisce con il corpo e con l’anima al suo personaggio, di cui riesce a restituire con impareggiabile e profondamente commovente autenticità l’inaudita sofferenza. Parallelamente a questo progetto di svelamento del volto più vero di Alessandro Manzoni, i Lenz sono tornati a occuparsi di un autore, Friedrich Hölderlin, che nel passato più volte hanno frequentato. Il testo prescelto è un romanzo epistolare giovanile, Hyperion, che lo scrittore tedesco dedica a Diotima – secondo la letteratura classica la donna amata dallo sfortunato Iperione – identità dietro la quale si cela la donna di cui egli era innamorato. La compagnia parmense sceglie di affidare a un’unica attrice – Valentina Barbarini, presenza possente e fortemente emotiva – le parti di entrambi gli amanti e di far dialogare la recitazione con la musica potente e ossessiva composta ad hoc da Paul Wirkus, musicista elettronico polacco che da qualche tempo collabora con Lenz, e con le immagini che scorrono su uno schermo circolare sul fondo del palco. La parola – struggente e appassionata – è amplificata dall’andamento antinaturalista e ardente della recitazione così come dal ritmo ansioso della musica, elementi ai quali si contrappongono soltanto in apparenza i paesaggi e i particolari naturali che si succedono sullo schermo. Romanticamente, la natura è specchio non deformante bensì veritiero dell’anima – anziché dell’aspetto esterno – degli uomini. Uno spettacolo, come anche Adelchi, che Amanda spera che molti riescano a vedere.

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Adelchi; Hyperion/Diotima di Francesco Pititto e Maria Federica Maestri, visti nello spazio di Lenz Rifrazioni a Parma, il 12 dicembre 2014.

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